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Aspirapolvere centralizzato, vantaggi e svantaggi

Di 21 Ottobre 2019 5 Novembre, 2019 No Comments

In una casa le soluzioni innovative per aspirare la polvere che superino il vecchio elettrodomestico a filo sono molte: robot aspiratori, le scope elettriche senza filo, l’aspirapolvere centralizzato, ecc.
Dopo 9 anni che lo utilizzo, oggi volevo parlarvi dell’aspirapolvere centralizzato.

In cosa consiste l’aspirapolvere centralizzato?

E’ un sistema di aspirazione in casa formato da:

  • un tubo flessibile lungo qualche metro
  • un tubo rigido munito di spazzola che funge da “scopa”
  • una serie di prese a parete, simili per estetica a quelle elettriche, alle quali devi collegare il flessibile per aspirare lo sporco.
  • un impianto a tubature nei muri o nel pavimento
  • una centrale aspirante delle dimensioni di una piccola caldaia, posizionabile sul terrazzo o nella stanza di casa dedicata agli impianti (ubicata di solito in garage o cantina), dove arriva tutto ciò che aspiri (sì, se sei fortunato, trovi anche l’oggetto che hai aspirato per sbaglio 🙂 ). La centrale di aspirazione ha un apposito contenitore (senza sacco) di polvere, briciole e altri piccoli rifiuti aspirati che periodicamente va svuotato.
    aspirapolvere centralizzato

    Aspirapolvere centralizzato con tubo mal arrotolato (sì, è il mio 🙂 )

Vantaggi dell’aspirapolvere centralizzato

Igiene profonda

L’aria aspirata nelle varie stanze della casa raggiunge la velocità di 90km/h (dichiarati da un produttore) aria che poi viene filtrata ed espulsa all’esterno della struttura, garantendo l’eliminazione totale di odori, acari e micropolveri.

Ridotto ingombro

Il ridotto ingombro del tubo rigido munito di spazzola dell’aspirapolvere permette di aspirare la polvere e raggiungere anche zone non accessibili con i tradizionali sistemi: sotto il letto, sotto i pensili, in fessure di pochi centimetri tra mobili e pareti. Inoltre, in garage è comodissimo anche per la pulizia di ogni angolo dell’automobile (un’aspirapolvere tradizionale, pur togliendo il tubo più lungo, essendoci il motore incorporato, che ovviamente ha un po’ di spessore, non è maneggevole e non consente la pulizia sotto i sedili).

Leggerezza

Questo si nota tantissimo se prima eri abituato alle tradizionali aspirapolveri a filo, molto più pesanti che dopo un po’ fanno quasi male al braccio: il tubo in confronto è leggerissimo. A onor del vero ora esistono nuove scope elettriche piuttosto leggere, ma esse hanno comunque un peso superiore al tubo, in quanto quest’ultimo non ha l’impianto di aspirazione incorporato.

Silenziosità

In confronto all’aspirapolvere tradizionale, quello centralizzato è molto più silenzioso in quanto la centrale è insonorizzata e posizionata in un locale di servizio. Una silenziosità simile l’ho riscontrata solo negli aspirapolvere robot.

Robustezza del tubo

Nonostante i 9 anni di utilizzo, nei quali spesso mi è successo accidentalmente di piegare parte del tubo, non si è mai formato un taglio o foro nel tubo. La durata tra l’altro è stata normata anche da una direttiva europea 666 del 2013 la quale contiene una serie di prescrizioni per estendere la vita utile degli apparecchi, ad esempio il motore deve essere progettato per funzionare correttamente per almeno 500 ore, mentre il tubo deve essere ancora integro dopo 40.000 oscillazioni in tensione.

Svantaggi dell’aspirapolvere centralizzato.

– si può realizzare impianto solo in casa in costruzione o restauro

Essendo un impianto che va fatto inserendo dei tubi all’interno delle pareti, è un tipo di sistema che va progettato a monte della costruzione di una casa, quindi, se ad esempio sei in affitto oppure hai appena acquistato un’abitazione che ne è sprovvista, puoi inserirlo solo se hai intenzione di fare importanti lavori di restauro. Un impianto di aspirazione centralizzata si può infatti realizzare solo in fase di costruzione o di ristrutturazione dell’edificio, in concomitanza della posa e della predisposizione degli altri impianti, quando vengono effettuate le tracce nei muri e/o prima della collocazione del massetto del pavimento, predisponendo il collegamento elettrico di avviamento della centrale.

– rete dei tubi funziona meglio con meno “curve”

Minori sono i raccordi curvi installati nell’impianto, e maggiore sarà la velocità dell’aria aspirata, e migliore la resa finale dell’impianto di aspirapolvere centralizzato. L’impianto di aspirazione, ovviamente, avviene in un secondo momento rispetto alla progettazione architettonica di una casa. Se si tratta di un appartameno a un piano, vi sono meno problemi, ma se si tratta di una casa a più piani, magari con rientranze o sporgenze architettoniche, queste vanno a creare più curvature rallentando il flusso d’aria. Anche il collegamento del tubo con un eventuale garage esterno, facendolo passare sotto il terreno, se non isolato bene, a lungo andare può creare problemi di condensa. Il consiglio è di ragionare bene la distrubuzione dei tubi e delle prese aspiranti con chi poserà le tubature, cercando di installarle nei vari piani abbastanza allineate tra loro e in area centrale, per fare in modo che poi con il tubo si raggiungano anche gli angoli di ciascuna stanza e si riesca a pulire le scale. Ovviamente più l’impianto è posato in modo ragionato, corretto e ben isolato, meno problemi si avranno dopo anni, con l’usura (problemi di otturazione o di condensa).

– se si ottura l’impianto, i costi di pulizia sono elevati

Se noti una differenza di aspirazione tra i vari punti di aspirazione dislocati nell’abitazione è probabile che il problema sia ristretto ad una specifica linea dell’impianto. Se, invece, è diminuita la potenza di aspirazione in tutto l’impianto, o addirittura non aspira più, significa che l’otturazione è a monte, vicina alla centrale aspirante. L’idraulico o installatore che fa la manutenzione ha vari metodi per poter disostruire il tubo, dalla sonda all’aspirazione in direzione contraria, oppure, nei casi più difficili, può optare per l’inserimento di acqua e acido disincrostante. Operazioni non proprio economiche.

– scomodità di sganciare e riagganciare i tubi nelle varie stanze

Il tubo, se da un lato è indubbiamente più leggero rispetto all’aspirapolvere a filo, dall’altro ha lo stesso problema (superato solo dalle scope aspiranti senza filo) di dover fermarsi a sganciare e riagganciare il collegamento ad ogni cambio stanza. Inoltre, rispetto al filo tradizionale, il tubo è più grosso e ingombrante (e per chi come me non ha gran manualità, spesso si aggroviglia formando nodi). Infine, se a volte stai pulendo l’angolo più distante della casa con il tubo, può succedere che accidentalmente esso si pieghi, andando ad otturare temporaneamente il flusso d’aria.

Conclusioni: 

In un primo momento ero scettica dell’aspirazione centralizzata, abituata con il vecchio aspirapolvere a filo: avevo il timore che si intasasse il tubo, inoltre ero consapevole che comunque il tubo è ingombrante e necessiti di essere sganciato e riagganciato nella varie prese di casa. Poi, con il tempo, soprattutto quando ho avuto un piccolo guasto e sono tornata temporaneamente a usare un aspirapolvere a filo, mi sono resa conto di quanto quest’ultimo è più pesante, non passa completamente sotto il letto e sotto i mobili pensili del salotto, inoltre è scomodo per l’auto (a meno che non si compri l’accessorio a tubo, disponibile ovviamente solo nei modelli più costosi).

Indubbiamente in commercio esistono molte alternative, come gli aspirapolvere robot e quelli senza fili (comodi ma dalla batteria che si scarica velocemente), che sono ideali per chi ha un piccolo appartamento oppure per una veloce pulizia quotidiana, ma, a mio avviso, se hai una casa che ha più piani, per una pulizia profonda, soprattutto degli angoli e spigoli, resta (se è possibile fare l’installazione) la soluzione più comoda. Se nel frattempo i produttori riuscissero a garantire potenza e prestazioni uguali con un tubo flessibile di diametro inferiore, quindi più leggero e maneggevole, sarebbe ancora meglio. 🙂

Elena Liziero

Elena Liziero

Mamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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