No all’olio di palma nel latte artificiale per neonati

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No all’olio di palma nel latte in povere per neonati. E’ la petizione che ha appena lanciato Il Fatto Alimentare e che, da neomamma bis, condivido pienamente.

Tutto iniziò nel 2014, quando divenne obbligatorio specificare i tipi di olii tra gli ingredienti nelle etichette degli alimenti. Il Fatto Alimentare lanciò una campagna contro l’impiego dell’olio di palma in quanto di scarsa qualità e non sostenibile ma economico. I consumatori “scoprirono” l’esistenza di questo olio, utilizzato nel 95% dei panificati dell’industria alimentare, e iniziarono a cercare prodotti alternativi che non lo contenessero.

All’inizio di quest’anno è stata fatta una campagna “olio di palma sostenibile” finanziata dalle maggiori multinazionali alimentari, ovviamente a favore di questo ingrediente, mentre perdevano quote di mercato. I consumatori non hanno fatto passi indietro. Li stanno facendo colossi come Barilla e Plasmon, che stanno creando prodotti senza olio di palma e sottolineano tale caratteristica nelle loro pubblicità.no olio di palma

Latte in polvere con olio di palma: la petizione

Citando Il Fatto Alimentare, “Il palma non rappresenta quindi un passo in avanti nel tentativo di avvicinarsi alla formula del latte materno, ma una scorciatoia per risparmiare sulle materie prime visto che la componente lipidica rappresenta il 25% del latte e il palma risulta il grasso più economico”. “In un documento della Società Italiana di Pediatria (SIP) pubblicato nel 2013, si legge che su 52 latti formula solo 7 non avevano l’olio di palma”.

Inoltre la coltivazione di olio di palma non è ecologicamente sostenibile, infine, il motivo più grave, L’Efsa nel parere  3.5.16 ha scritto: “Le sostanze cancerogene e genotossiche presenti nell’olio di palma a causa dei processi industriali di raffinazione sono effettivamente pericolose. Le quantità di questi contaminanti, nel grasso tropicale, sono superiori fino a dieci volte rispetto a quelle presenti negli altri oli vegetali.”

Per questo motivo Il Fatto Alimentare ha deciso insieme a Great Italian Food Trade di lanciare una nuova petizione su Change.org affinché: Mellin, Nutricia, Ordesa, Hipp, Humana, Milte, Nestlé, Unifarm, Sterilfarma, Nipiol, Menarini, Laboratori Alter, Plasmon e Holle cambino subito le formule del latte artificiale in polvere per neonati.

Il mio invito è quindi quello di firmare tale petizione e allo stesso tempo, se siete mamme o papà che necessitano di acquistare latte artificiale in polvere, meglio sceglierne uno tra i pochi marchi che non contengono olio di palma.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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