Introduzione alla ventilazione meccanica negli edifici

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L’aerazione negli edifici rappresenta un aspetto importante sia per il risparmio energetico sia per il comfort interno degli ambienti abitati. Infatti il risparmio energetico può essere conseguito limitando le dispersioni attraverso le superfici perimetrali dell’edificio per trasmissione e ventilazione. Tenuto presente che le nuove normative per il contenimento energetico hanno imposto limiti sempre più restrittivi, ne consegue che gli edifici vengono ben isolati termicamente e la ventilazione ora incide maggiormente in termini percentuali nella dispersione globale dell’involucro.

Si premette che, secondo la norma UNI EN 12792, per ventilazione si intende “l’insieme di operazione volte a sostituire , in tutto o in parte, l’aria viziata di uno spazio confinato con aria pulita. Le operazioni consistono nell’immissione, l’eventuale filtrazione, la movimentazione e l’espulsione dell’aria.

Una corretta e controllata ventilazione è importante, oltre che per l’aspetto energetico, ancor di più per la qualità dell’aria. Infatti, dobbiamo tener presente che:

–  la maggior parte delle persone trascorre il 90% del tempo in spazi chiusi (abitazioni, uffici)

–  usiamo nuovi prodotti e materiali che possono emettere sostanze nocive

–  l’uso di serramenti di buona qualità con tenuta all’aria ha reso le infiltrazioni insufficienti

–  molte volte con i ritmi frenetici di vita, ci si dimentica di aerare gli ambienti oppure si lasciano le finestre aperte per troppo tempo con conseguente dispendio energetico e magari senza aver ottenuto un buon ricambio d’aria generale

–  in uno spazio chiuso sono inevitabilmente presenti sostanze inquinanti di natura chimica, fisica e biologica

Quindi “progettare la ventilazione” vuol dire quantificare e garantire i ricambi d’aria necessari, ad esempio attraverso la ventilazione meccanica controllata (VMC). Per VMC si intende l’impiego di soluzioni impiantistiche, anche semplici, impiegate per le operazioni di ricambio d’aria negli edifici civili.

Nei paesi del Nord Europa è da circa 30 anni che utilizzano impianti di ventilazione meccanica controllata in assenza di canalizzazioni e di vani tecnici per la distribuzione dei flussi d’aria.

Principi di funzionamento della VMC

Consiste nell’immissione di aria di rinnovo negli ambienti in cui le persone soggiornano di più e nelle camere da letto, e nell’estrazione dell’aria viziata dai locali quali cucine e bagni, ecc.. dove si produce vapore acqueo e odori.Le componenti base della VMC sono rappresentate da:

–  bocchette di immissione dell’aria pulita

–  percorsi dell’aria (gli ambienti stessi possono fungere da elementi canale per i flussi d’aria che si instaurano per le variazioni di pressione  provocate dal ventilatore)

VMC_1

–  bocchette di estrazione

–  sistema di convogliamento dell’aria estratta

–  ventilatore

In caso di ristrutturazioni dell’esistente o meglio ancora nelle nuove costruzioni, questi piccoli dispositivi si possono applicare sopra i serramenti e/o sotto alle soglie delle finestre in modo da mascherarli oppure a parete, con minimo o nullo onere di opere murarie

Il pregio degli impianti di VMC è quello di garantire il controllo delle portate di rinnovo dell’aria, che possono essere costanti (sistemi a portata fissa) o regolate durante il funzionamento (sistemi a portata variabile) mediante differenti tipi di sensori (umidità relativa, CO2, presenza di persone).

Tipologie di impianti VMC

Questi impianti si possono distinguere in:

–  sistemi a semplice flusso: l’immissione d’aria negli ambienti avviene per depressione, rispetto all’esterno, creata dal ventilatore, attraverso piccoli dispositivi, installati solitamente a livello di infisso. L’installazione richiede la sola rete aeraulica di estrazione.

sistema a semplice flusso (fonte: Aldes)

–   sistema a doppio flusso: Immissione ed estrazione d’aria, mediante  distinti ventilatori, usualmente attraverso dispositivi di recupero del calore dall’aria espulsa. L’installazione richiede una rete aeraulica di mandata e una di ripresa, e di uno scambiatore di calore in caso sia previsto il recupero del calore dell’aria estratta.

sistema a doppio flusso

1)  cassetta di derivazione e scambiatore di calore
2)  ingresso aria primaria a parete e uscita aria viziata dal tetto
3)  bocchette di immissione aria di rinnovo e bocchette di estrazione aria viziata

–   soluzioni miste: prevedono ad esempio aerazione per semplice flusso nella zona giorno e a doppio flusso con recupero del calore nella zona notte.

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L'autore

Eris Caon

Ingegnere civile libero professionista, certificatore energetico, esperto in fonti rinnovabili, progettazione strutturale e soluzioni innovative, in particolare nella realizzazione di rinforzi strutturali con materiali compositi.

2 Commenti

  1. Buon giorno a tutti e complimenti per l’articolo. E’ assodato che nella VMC le bocchette di estrazione vanno posizionate in alto (bagni cucina) in quanto l’aria calda / viziata sale, esiste invece una regola che predilige la posizione delle bocchette di immissione?, trovo diversi schemi con posizione in basso (altezza prese elettriche), qualcuno consiglia a cm 90, qualcuno a ridosso del soffitto. Mi riferisco in particolare all’impianto con recuperatore di calore con l’aria estratta che passa sotto le porte.

    Grazie
    Domenico

  2. Ciao Domenico,

    Anche io mi trovo davanti allo stesso problema. Il termotecnico insiste dicendo che vanno messe in basso, io però, viste che il passaggio passa sotto le porte, credo che l’unico modo per evitare un cortocircuito è il posizionamento in alto.

    Saluti,
    Werner

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