Novità sull’obbligo delle fonti rinnovabili

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Slitta al 1° gennaio 2011 l’obbligo di adottare le fonti rinnovabili nei nuovi edifici che sarà previsto nei regolamenti edilizi comunali, ai fini del rilascio del permesso a costruire.
La legge in questione era stata introdotta con la Finanziaria 2008 e ne prevedeva l’entrata in vigore per i Comuni dal 1 gennaio 2009; dopo di che la L. 14/2009 di conversione “Milleproroghe” l’ha traslata al 1 gennaio 2010. Ora, con il ddl di conversione del DL 194/2009 Milleproroghe , l’obbligo slitta dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011.

Tale norma prevedeva l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per una potenza non inferiore a 1 kW per le unità abitative, compatibilmente con la fattibilità tecnica dell’intervento. Mentre per i fabbricati industriali aventi superficie utile di almeno 100 mq, la potenza installata minima è di 5 kW.

Questa proroga permette ai Comuni di adeguarsi a quanto detto ed quindi aggiornare i regolamenti edilizi. E’ da tener presente comunque che molti Comuni hanno recepito nel loro regolamento edilizio l’utilizzo delle fonti rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del solare termico per l’acqua calda sanitaria. Infatti, come constatato da Legambiente e Cresme, in parecchi Comuni si promuove ad esempio l’allacciamento alle reti di teleriscaldamento, la cogenerazione, le pompe di calore e le caldaie a biomasse.

Ricordiamo che l’energia elettrica può essere prodotta in modo “pulito” non solo attraverso l’impiego del fotovoltaico, ma anche per mezzo di altre fonti più o meno diffuse, come l’eolico, l’idroelettrico e la cogenerazione.

Personalmente penso che in Italia ci sia un buon potenziale d‘impiego delle fonti rinnovabili e spero che le politiche contribuiscano a diffonderne l’uso, invece di prorogare l’attuazione o peggio ancora, soffocare questa via per favorire altri mezzi, molte volte dettati da interessi economici.

Le installazioni fotovoltaiche in Spagna, sono iniziate ancora 10 anni fa, inizialmente con scarsi risultati, ma verso la fine del 2007 hanno raggiunto gli obbiettivi che il governo si era fissato per il 2010, quindi con 3 anni di anticipo. Questo boom ha comportato dei tagli quasi totali agli incentivi statali con conseguente blocco del mercato, licenziamenti di personale, ecc.. Una situazione simile sta accadendo in Germania. In Italia gli incentivi sono i più alti in Europa, e giustamente sono destinati a scendere ma in modo graduale, per non creare danni al l mercato, come previsto nella nuova bozza di decreto sul fotovoltaico.

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L'autore

Eris Caon

Ingegnere civile libero professionista, certificatore energetico, esperto in fonti rinnovabili, progettazione strutturale e soluzioni innovative, in particolare nella realizzazione di rinforzi strutturali con materiali compositi.

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