Uno Studio del British Petroleum annuncia: il petrolio (compreso gpl e condensati) sarà disponibile per 53,3 anni. Poi si esaurirà per sempre. Per questo bisogna puntare sulle rinnovabili.
Il mondo allo stato attuale può contare su riserve accertate alla fine dello scorso anno pari a 1.687,9 mld di barili, sufficienti per la richiesta globale per 53,3 anni con gli attuali consumi. E’ quando afferma la sessantraesima edizione della Statistical Review of World Energy realizzata dalla British Petroleum.
Secondo tale studio i consumi globali nel 2013 sono cresciuti dell’1,4%, una percentuale più alta rispetto alla produzione della materia prima (+0,6%). Tra l’altro nello studio si evidenzia che la maglia nera per i consumi di petrolio spetta agli Stati Uniti con un incremento di oltre 400mila barili di petrolio cosumati al giorno superando – per la prima volta dal 1999 – la Cina che si è fermata a 390mila barili.
A livello di aumento di riserve di petrolio, ha contribuito maggiormente la Russia con 900 milioni di barili e il Venezuela con 800 milioni. In ogni caso, l’OPEC continua a detenere il 71.9% del totale delle riserve. Nello scorso decennio, le scorte di petrolio sono aumentate del 27%, per un totale di 350 miliardi di barili.
Lo studio della BP evidenzia come il prezzo del barile del petrolio (che influenza quello dei carburanti per gli automobilisti) sia rimasto sempre sopra ai 100 dollari per il terzo anno consecutivo, con una leggera diminuzione (-3,01 dollari) rispetto al prezzo del 2012 quando lo scorso anno il prezzo medio del Brent è stato di 108,66 dollari al barile.
Non è la prima volta che si lancia l’allarme del futuro esaurimento del petrolio. E’ fondamentale andare oltre a questa materia prima inquinante: bisogna dare più spazio alla mobilità elettrica e ad altre fonti energetiche rinnovabili: ne beneficerebbe l’ambiente e la nostra salute. E non serve attendere 53 anni.


