Chi vuole fare un mutuo per la prima casa usufruendo del Fondo di garanzia dello Stato (fino al 50% della quota capitale) da fine dicembre può presentare la domanda presso il sito del Dipartimento del Tesoro.
Al fine di favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie per l’acquisto e l’efficientamento energetico della prima casa, la legge di Stabilità 2014 ha infatti istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo di garanzia.
Il modulo per richiedere il Fondo di garanzia per i mutui per la prima casa è ora disponibile a questa pagina dedicata al Fondo presso il sito del Ministero dell’economia e delle finanze.
Questo Fondo di garanzia per la prima casa garantisce il 50% della quota capitale di mutui di importo fino ai 250 mila euro, per l’acquisto, la ristrutturazione o l’accrescimento dell’efficienza energetica di immobili adibiti ad abitazione principale del soggetto che contrae il mutuo, che non devono essere di lusso: non devono rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) e non devono avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n. 1072.
Il Fondo avrà una dotazione iniziale di 650 milioni di euro.
Può presentare domanda solo chi non è proprietario di altre abitazioni ad eccezione di quelle acquisite per successione e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.
È previsto un tasso calmierato del finanziamento (tasso effettivo globale – TEG non superiore al tasso effettivo globale medio – TEGM (pubblicato trimestralmente sul sito del MEF) per le seguenti categorie:
– giovani coppie, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni
– nuclei familiari monogenitoriali con figli minori
– giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un rapporto di lavoro atipico
– conduttori di alloggi di proprietà degli IACP.
Questo modulo deve essere compilato e presentato ad una delle banche aderenti. L’elenco è disponibile sui siti dell’Associazione bancaria italiana (ABI) e della Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici (qui il link alle banche aderenti dal sito Consap).


