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Detrazione 20% per chi compra casa e la affitta

By 23 Ottobre 2014 No Comments

Lo Sblocca Italia vuole favorire i migliaia di immobili invenduti con una deduzione Irpef dal reddito del 20% fino al tetto massimo di 300 mila euro delle spese per l’acquisto di un immobile, ma a condizione che venga messo in affitto a canone concordato per almeno 8 anni.

Detrazione 20% case nuove se poi vengono affittateLa Commissione Ambiente della Camera aveva da poco cancellato l’obbligo di affittare l’immobile a canone concordato per almeno 8 anni e aveva ricompreso nell’agevolazione anche gli immobili oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo. Ma alcune di queste modifiche apportate dalla Commissione Ambiente della Camera non hanno passato l’esame della Ragioneria dello Stato.

In dettaglio, la Ragioneria ha bocciato la cancellazione dell’obbligo di affittare a canone concordato per almeno 8 anni gli immobili che fruiranno della deduzione Irpef del 20%, fino ad un massimo di spesa di 300mila euro, delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017.
La bocciatura dell’eliminazione dell’obbligo di destinare all’affitto le case acquistate con l’agevolazione è stata fatta perchè tale modifica avrebbe avuto effetti molto negativi sulle entrate (l’estensione della detrazione del 20% a tutti gli immobili acquistati tra il il 2014 e il 2017 senza obbligo di affittarli avrebbe indubbiamente ravvivato il mercato immobiliare ma causando un bel “buco” dato dalla mancanza di entrate alle casse dello Stato).

Si è tornati quindi alla formulazione originaria della norma, che prevedeva una deduzione dal reddito del 20%, fino ad un massimo di spesa di 300mila euro, delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, per l’acquisto di case nuove o la ristrutturazione di case esistenti in classe energetica A o B.

L’agevolazione è concessa a condizione che la casa venga affittata a canone concordato per almeno 8 anni.

A questa casistica la Commissione Ambiente ha aggiunto anche gli immobili oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo ma ha limitato l’agevolazione agli immobili invenduti alla data di entrata in vigore della legge di conversione dello Sblocca Italia.

Questa agevolazione ha dunque lo scopo di dare una spinta al mercato immobiliare, che sta soffrendo della crisi, rendendo più facile la vendita dei migliaia di immobili invenduti soprattutto parte delle imprese di costruzione.

Prima di questo detrazione del 20% infatti la cessione dell’invenduto da parte dei costruttori aveva un svantaggio fiscale rispetto alle compravendite fra privati. Fino ad oggi, infatti, l’acquisto di un immobile dal costruttore, dopo 5 anni dall’ultimazione lavori, prevede una base imponibile calcolata sul prezzo, mentre tra privati si può scegliere di prendere a riferimento il valore catastale (in genere più basso).

Ad esempio, attualmente per l’acquisto di un immobile da 400mila euro, con valore catastale di 150mila euro, direttamente con il costruttore trascorsi oltre 5 anni dall’ultimazione lavori: l’imposta di registro del 9% viene calcolata su 400mila euro (per la prima casa l’aliquota sarebbe al 2%, ma trattandosi di immobili da affittare non è probabilmente questo il caso). Chi compra pagherà quindi una tassa di 36mila euro. Acquistando da un privato si scenderebbe a 13.500 (il 9% del valore catastale). La nuova agevolazione del 20%, in questo esempio, porta ad uno sconto di ben 60mila euro (il 20% di 300mila, il massimale previsto).
Ovviamente poi bisogna affittare tale immobile per almeno 8 anni, come impone il vincolo di questa detrazione del 20%. Che potrebbe sostanzialmente incoraggiare l’acquisto e affitto di seconde case.

Elena Liziero

Elena Liziero

Mamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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