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Case abusive in zone a rischio idrogeologico: fondo per demolirle

By 14 Novembre 2014 No Comments

Contro l’abusivismo edilizio che spesso è concausa del dissesto idrogeologico la Camera dei Deputati ha votato il Decreto Ambientale Collegato alla legge di Stabilità 2014 che eroga fondi per abbattere abusi edilizi in zone a forte rischio.

abbattimento casa abusivaIl Ministro dell’Ambiente Galletti aveva bollato a inizio settimana gli abusi edilizi come tentati omicidi di stato, ed ecco un primo passo concreto dello Stato contro una piaga del suolo italiano. In sostanza il Ministero dell’Ambiente presterà i soldi ai Comuni per abbattere le case abusive in zone a rischio, per poi recuperare i fondi rivalendosi sui responsabili degli abusi. All’interno Collegato Ambientale “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” vi sono fondi non solo per il contrasto al dissesto idrogeologico e all’abusivismo edilizio ma anche a sostegno alla green economy, e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali.

Dopo le drammatiche alluvioni dei giorni scorsi e lo stanziamento di 9 miliardi di euro contro il dissesto idrogeologico, il Collegato Ambientale contiene una novità interessante per evitare futuri disastri ambientali. L’istituzione di un Fondo (al quale sono già stati destinati 10 milioni di euro per il mese e mezzo restante del 2014) per la demolizione degli immobili realizzati senza o in totale difformità del permesso di costruire, nelle aree a rischio idrogeologico elevato o molto elevato o esposti a rischio idrogeologico, edifici che rappresentano un rischio per chi ci abita ma anche perché possono mettere in pericolo l’intera collettività.

Per ottenere il prestito contro gli abusi, i Comuni interessati dovranno presentare al Ministero dell’Ambiente una lista delle rimozioni e degli abbattimenti, che dovranno riguardare opere abusive già destinatarie di ordinanze di demolizione non ancora eseguite, dando priorità ai manufatti costruiti in aree classificate a rischio molto elevato (R3 e R4) dal Ministero dell’Ambiente, tramite una classificazione che il Ministero elaborerà ogni 3 mesi.

Ottenuti i finanziamenti, il Comune procederà all’abbattimento e, contestualmente, si rivarrà sui responsabili degli abusi edilizi, recuperando così tutti i costi, più rivalutazioni e interessi, per restituirli al Fondo dello Stato. Dal momento in cui ricevono il finanziamento, i Comuni avranno 120 giorni di tempo per eseguire gli abbattimenti, altrimenti dovranno restituirlo.

Questi nuovi finanziamenti concessi sono aggiuntivi rispetto alle eventuali anticipazioni, concesse dalla Cassa depositi e prestiti, a valere sul “Fondo per le demolizioni delle opere abusive” che era stato già istituito nel  terzo condono edilizio (DL 269 del 2003).

Permesso di costruire anche per case mobili e camper

Tra le altre novità aggiunte dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati al Decreto Collegato Ambiente c’ è la modifica alla disciplina relativa agli interventi di ‘nuova costruzione’ del Testo Unico Edilizia (Dpr 380 del 2001): è assoggettata al permesso di costruire l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e non diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee.

Strategie nazionale per la green community

Nel Collegato Ambientale sono stati inserite disposizioni che prevedono la realizzazione di un programma nazionale sperimentale di mobilità sostenibile e la definizione della Strategia nazionale di una green community. Per la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile viene garantito l’aggiornamento almeno ogni tre anni.

Geolocalizzazione pannelli fotovoltaici

Altra novità interessante, i Sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) adotteranno per i pannelli fotovoltaici del comparto sia domestico che professionale, immessi sul mercato dopo l’entrata in vigore della legge, un sistema di garanzia finanziaria ed un sistema di geolocalizzazione (questo come tracciabilità in previsione del loro futuro smaltimento).

Il Collegato Ambientale dovrà ora essere esaminato e approvato, si spera rapidamente, dal Senato.

Elena Liziero

Elena Liziero

Mamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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