Scorie nucleari: 90 mila metri cubi di rifiuti radioattivi da smantellare in Italia

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Il salato prezzo della breve esperienza del nucleare in Italia è stato fatto dal nuovo Osservatorio indipendente per la Chiusura del Ciclo Nucleare. Sono 8 gli impianti nucleari da smantellare, e sono ben 90 mila metri cubi i rifiuti radioattivi totali da trattare e smaltire, distribuiti in 23 siti in 11 regioni italiane, compresi i rifiuti medicali.

Un deposito nazionale non c’è né un luogo dove collocarlo (e immaginiamo sarà molto difficile trovarlo). Il nuovo Osservatorio, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Sogin (società di Stato per la bonifica ambientale dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi), ha l’obiettivo “di approfondire gli aspetti tecnici e tecnologici, le implicazioni economiche, sociali e ambientali delle attività di bonifica dei siti nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi”, e cercherà di contribuire a processi “trasparenti, condivisi e partecipati”.

L’Italia deve smantellare circa 55.000 metri cubi di rifiuti radioattivi provenienti da centrali nucleari,  impianti di produzione e di ricerca del ciclo del combustibile nucleare di Trino (VC), Caorso (PC), Latina (LT), Garigliano (CE), Bosco Marengo (AL), Saluggia (VC), Casaccia (RM) e Rotondella (MT), ed avviare la chiusura del ciclo del combustibile nucleare.

Ai 55 mila metri cubi di rifiuti nucleari da vecchie centrali vanno aggiunti circa altri 36.000 rifiuti radioattivi da impieghi medicali, di ricerca e industriali (provette, flaconi, siringhe, guanti, indumenti contaminati, sorgenti per tele terapia ma anche macchinari contaminati e dispositivi utilizzati per la ricerca in campo medico, farmacologico e industriale).

Stefano Leoni, presidente dell’Osservatorio commenta: . È una responsabilità collettiva, anche di chi, come me, ha combattuto per la chiusura delle centrali nucleari: dopo due referendum, in Italia dal punto di vista della produzione è una partita chiusa. Ora si tratta di smantellare per garantire la sicurezza non solo per i prossimi anni, ma anche per le generazioni future.

Si tratta di interventi imponenti che – assicurano – restituiranno un territorio ‘pulito’, con condizioni di maggiore sicurezza, con investimenti stimati in circa 2,5 miliardi di euro e tempi di realizzazione di circa 5 anni.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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