Lavoro: tre milioni di posti green in Italia

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Tre milioni di posti di lavoro e ben il 61% delle nuove assunzioni in Italia sono state fatte nelle aziende che hanno investito in prodotti e tecnologie ecologiche e bio-compatibili nel 2013, e quest’anno la percenutuale aumenterà al 70%.

lavoro-green-jobsIn tempi di crisi, le buone notizie dal mondo del lavoro arrivano dal settore green. Nel 2014 le aziende italiane dell’industria e dei servizi hanno programmato di assumere 50.700 figure professionali green e 183.300 figure con competenze ambientali. In tutto fanno 234mila assunzioni. In pratica il futuro è verde, come si augura anche l’UE. Di qui al 2020, secondo la Commissione Europea, si creeranno 20 milioni di posti di lavoro verdi: il 70% di tutte le assunzioni previste dalle aziende nel 2014 e destinate ad attività di ricerca e sviluppo sarà coperto da green jobs (nel 2013 era il 61,2%).

Questi dati positivi sono stati pubblicati da GreenItaly 2014, il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere che verrà presentato la prossima settimana.
In dettaglio, un’azienda italiana su cinque ha fatto investimenti.
E di questi eco investitori, tre su dieci hanno messo in atto un’innovazione e il 18,8% ha visto crescere il proprio fatturato nel 2013. I green jobs italiani sono saliti a ben 3 milioni.

Il green non è solo bioedilizia, ma spazia dall’hi-tech all’agroalimentare, dalla manifattura alla chimica, dall’energia ai rifiuti. Sono ben 341.500 aziende dell’industria e dei servizi, con almeno un dipendente, che hanno investito negli ultimi 5 anni o investiranno quest’anno in prodotti e tecnologie green.

E le aziende che investono nel settore green (ecologia, biocompatibilità, riciclo, rispetto per l’ambiente) sono più competitive della media. Il 19,6% delle aziende green esporta stabilmente, contro il 9,4% di chi non investe su questo settore verde.

Ma quali sono i mestieri verdi del presente e futuro? Sono tanti e anche in questo caso è difficile circoscriverli: risk manager, green copywriter, guida naturalistica, esperto di bonifiche, agronomo che seleziona le specie resistenti al cambiamento climatico, geologo specializzato in dissesto idrogeologico, progettista di impianti a energie rinnovabili, costruttore specializzato in case ecologiche, ecc.

In sostanza in quasi tutti i settori ci sono segmenti, che si occupano e/o si riconvertono alla maggiore efficienza energetica e del minor impatto sull’ambiente.

In alcuni settori la svolta ecologica è più netta. Ad esempio il settore della chimica è in fase di riconversione verde. L’edilizia è stata segnata da un cambiamento radicale e chiede progettisti, esperti di efficienza energetica, personale specializzato nei materiali ad alta coibentazione e basso impatto ambientale. L’agricoltura vede la continua avanzata del biologico (in Italia sta vivendo in vero boom nonostante la crisi). La gestione e il recupero dei rifiuti richiede figure professionali come chimici e manager capaci di gestire il passaggio dalla discarica al riciclo.

Per poter competere a livello globale innovazione e investimenti nel settore green delle aziende italiane devono viaggiare in parallelo.
Ad esempio dall’inizio della crisi il fatturato estero della nostra manifattura è cresciuto percentualmente più di quello tedesco: 16,5% contro 11,6%. “Questi numeri spiegano perché la green economy appaia una scommessa ragionevole anche per le nuove imprese – commenta il presidente di Unioncamaere Ferruccio Dardanello – Nel primo semestre del 2014 si contano quasi 33.500 startup green che hanno investito in prodotti e tecnologie verdi già nei primi mesi di vita o prevedono di farlo nei prossimi 12 mesi: ben il 37,1% del totale di tutte le aziende nate nei primi sei mesi di quest’anno”.

“La migliore risposta alla crisi per un’Italia che vuol fare l’Italia è puntare su innovazione, conoscenza, qualità, bellezza e green economy, – spiega il presidente di Symbola Ermete Realacci – Affrontare questa sfida come un dovere, come l’adempimento burocratico a obblighi internazionali significa non aver colto la posta in gioco. Gli investimenti green sono anche un ‘piacere’ oltre che una cosa utile”.

La crisi in molte culture viene vista come un’opportunità di miglioramento: anche il mondo del lavoro sta guardando con interesse al mondo green che, oltre ad avere fini ecologici muove anche una nuova economia, meno sprecona ed inquinante, più consapevole e rispettosa dell’ambiente.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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