Piano Casa: al via in Toscana e Lombardia, stop in Veneto

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Strade opposte per due grosse regioni del Nord: il Consiglio Regionale del Veneto ha deciso di discutere del Piano Casa solo dopo le elezioni, mentre la Regione Lombardia accelera i tempi. La Toscana invece è la prima regione ad approvare una legge sul rilancio dell’edilizia.

La Lombardia mette l’acceleratore sul Piano Casa

La Regione Lombardia non vuole più aspettare i rinvii del governo dopo gli accordi del 30 marzo, e nell’ultima riunione ha presentato un progetto di legge regionale anticrisi.

Il progetto del Pirellone ricalca le linee dell’accordo Governo-Regioni nel recupero degli spazi edilizi inutilizzati e nell’ampliamento degli edifici residenziali mono e bi-familiari del 20 per cento.

Ma ci sono anche due novità:
1 – La sostituzione con l’incremento del volume fino al 30 per cento non solo di edifici residenziali ma anche industriali e rurali (con delle opportune cautele).

2 – La possibilità per la Regione di poter autorizzare senza i vincoli delle soprintendenze la sostituzione di edifici anche nelle aree storiche o di rilievo nautralistico-ambientale se non compatibili con i contesto. Prima di procedere ci vorrà comunque l’assenso di un’apposita commissione tecnica.

Il Piano Casa Lombardo, il secondo dopo quello della Toscana, passerà mercoledì alla discussione e all’approvazione della giunta.

Questa accelerazione da parte della Regione Lombardia è dovuta alla forte crisi del settore, come viene evidenziato anche dal rapporto dell’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, secondo il quale nel 2009 a livello di previsione il valore degli investimenti in costruzioni in Lombardia registrerà un calo del 4,8  per cento in termini reali. Il calo del settore, secondo l’associazione, può indebolire l’intero tessuto socio-economico della regione.

Dalle notizie trapelate sul Piano lombardo non vi sono accenni a particolari incentivi per l’utilizzo di tecnologie a risparmio energetico e di bioedilizia.

Il Veneto rallenta la discussione e rimanda a post elezioni

Direzione opposta per la Regione Veneto nella discussione del Piano Casa: dopo la terza giornata di confronto in Consiglio Regionale sul provvedimento straordinario a sostegno dell’edilizia e della riqualificazione del patrimonio, tutto è rimandato ai giorni successivi ai ballottaggi del 21 e 22 giugno.

Nella Regione Veneto appare ormai raggiunta l’intesa sul limitare le possibilità di ampliamento e demolizione – ricostruzione solo all’edilizia residenziale classificata come prima casa (purché singola o a schiera) con totale esclusione dei centri storici.

Di contro, deve essere ancora raggiunto l’accordo sull’edilizia non residenziale, e in particolare sugli edifici adibiti ad attività produttive. L’opposizione, infatti, su questo secondo aspetto, richiede che le possibilità di ampliamento e di riqualificazione delle attività produttive vadano limitate ai capannoni o magazzini situati in “zone improprie”, nei centri urbani, purché si trasferiscano nelle apposite zone artigianali/industriali.

La Toscana per prima approva una legge regionale sul Piano Casa

Intanto la Commissione Territorio della Toscana ha già approvato all’unanimità un disegno di legge per il rilancio e la riqualificazione degli edifici, norma che resterà in vigore solo fino al 31 dicembre 2010.

Destinatari degli interventi del Piano Casa toscano sono le case mono e bifamiliari e i fabbricati destinati ad altro uso con superficie lorda utile non superiore a 350 metri quadri. Per gli aumenti di cubatura sarà sufficiente la Dia, Dichiarazione di inizio attività, da presentare entro il 31 dicembre 2010. Non potranno essere fatte ulteriori modifiche nei 5 anni successivi alla comunicazione di fine lavori.

Gli edifici da ampliare dovranno risultare regolarmente accatastati, così come devono già essere state presentate le dichiarazioni di variazione. Gli immobili devono essere situati all’interno di centri abitati e al di fuori di ambiti a pericolosità idraulica e geomorfologica elevata, a meno che non siano presentate specifiche verifiche di sicurezza. È vietato intervenire su immobili posti all’interno di centri storici, di parchi o riserve, che abbiano valore artistico, culturale o architettonico, o vincoli di interesse storico.

Il Piano Casa della Toscana prevede quindi la possibilità di:

– ampliamento del 20% della volumetria;  nel caso di edifici residenziali uni-bifamiliari non superiore a 1000 metri cubi l’incremento massimo è di 200 metri cubi

– demolizioni e ricostruzioni con ampliamento degli edifici residenziali fino al 35%

– l’ampliamento fino al 20% della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare non residenziale, per un massimo complessivo di 70 metri quadrati ad edificio e del 35%, a titolo straordinario, nei casi di demolizione e ricostruzione delle strutture.

Nota di rilievo, la Regione Toscana tutela anche l’efficienza energetica. Nel caso di ampliamento, la climatizzazione invernale deve essere abbattuta di almeno il 20%. Nel caso di demolizione e ricostruzione, l’indice si alza al 50% mentre il raffrescamento estivo che deve essere inferiore a 30 Kw/h per metro quadro annuo.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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