Incentivi fotovoltaici 2011: il conto energia si fa attendere

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Si sta dimostrando travagliato e con aspetti ancora poco chiari il nuovo Conto Energia per il fotovoltaico, che regolerà gli incentivi a partire dal 2011: dopo tanti rinvii, potrebbe arrivare sul tavolo della Conferenza Unificata Stato-Regioni il prossimo 24 giugno.

Le prime notizie trapelate a febbraio 2010, di tagli del 14% delle tariffe incentivanti per il 2011 (i contributi che il GSE paga al produttore di energia per ogni kWh prodotto dall’impianto) avevano infatti creato un forte malumore da parte dei produttori, preoccupati per gli eccessivi tagli agli incentivi e per i ritardi nell’emanazione del nuovo decreto.

Rispetto alle ipotesi di febbraio, la più recente bozza di decreto ha rivisto leggermente al rialzo le tariffe incentivanti a scaglioni di 4 mesi. Per gli impianti che entreranno in esercizio dal 1° gennaio al 30 aprile 2011 le nuove tariffe aumenterebbero tra 1 e 15 millesimi di euro per  kilowattora prodotto, rispetto a quelle previste a febbraio, con un picco di 24 millesimi per gli impianti a terra tra 200 e 1000 kW di potenza che entreranno in esercizio dopo il 30 aprile ed entro il 31 agosto 2011 (da 0,285 €/kWh di febbraio si passerebbe a 0,309).

Le tariffe per gli impianti che inizieranno a produrre energia dopo il 31 agosto ed entro il 31 dicembre 2011 resterebbero quelle indicate nella bozza di febbraio, con lievissimi aumenti per gli impianti più grandi (da 0,295 a 0,302 €/kWh).

Per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe saranno decurtate del 6% all’anno.

La nuova bozza ministeriale non modifica l’obiettivo nazionale della potenza da installare, che resta fissato a 8 mila MW entro il 2020. Il tetto della potenza incentivabile è di 3 mila MW, a cui si aggiungono 200 MW per gli impianti integrati e 150 MW per gli impianti a concentrazione.

Sono confermate le condizioni per la cumulabilità delle tariffe incentivanti e la riduzione dell’Iva; resta il divieto di cumulo con le detrazioni fiscali.

Nella nuova bozza di decreto sono confermate:

– la semplificazione dei tipi di installazioni a due categorie: “impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici” e “altri impianti fotovoltaici” (eliminando la categoria della parziale integrazione);

– la divisione degli impianti in 5 classi di potenza:
tra 1 e 3 kW;
tra 3 e 20 kW;
tra 20 e 200 kW;
tra 200 e 1000 kW;
oltre i 1000 kW;

– il premio per gli impianti sugli edifici in regime di scambio sul posto che diminuiscano di almeno il 10% l’indice di prestazione energetica (da dimostrare con una certificazione energetica). Il premio può raggiungere il 30% della tariffa incentivante riconosciuta all’impianto.

– la tariffa incentivante incrementata del 5% per gli impianti diversi da quelli realizzati sugli edifici, ovvero che si trovino in aree industriali, commerciali, cave esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati

– le tariffe incentivanti per gli impianti a concentrazione, divise in due intervalli di potenza e decurtate del 2% all’anno nel 2012 e 2013

– l’introduzione della categoria “impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative che beneficeranno di tariffe incentivanti più alte rispetto alle altre due tipologie.” Per ora gli stessi produttori di impianti non hanno notizie precise in merito a quali siano le caratteristiche innovative per avere questi benefici, ovvero tariffe che saranno decurtate solo del 2% all’anno (anziché del 6%) nel 2012 e 2013.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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