Minieolico sul tetto di casa: la startup made in Italy di un ventenne

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Una storia di imprenditoria giovanile made in Italy arriva dalla Puglia, dove un’azienda di impianti minieolici è stata fondata da un ragazzo di soli vent’anni.

minieolico made in ItalyGpRenewable opera nel settore delle rinnovabili dallo scorso gennaio, si trova a Casarano, vicino Lecce, ed è stata fondata con un capitale sociale minimo di 5 mila euro da Gianluigi Parrotto, classe 1994. La miniturbina prodotta dall’azienda pugliese è alta tre metri ed occupa una superficie di sette metri quadrati, una dimensione studiata per essere installata in casa. La potenza standard di questo impianto minieolico è 5 kw.

La storia della startup sul minieolico

Parrotto ha solo vent’anni e la sua società ha 37 dipendenti. Quando ha fondato la società, suo padre, che lavorava nel campo delle rinnovabili, era appena rimasto senza lavoro. “Ma aveva ancora la busta paga da dipendente. Con quella busta paga ho chiesto il fido da 1500 euro per pagare il notaio e costituire la società», racconta Parrotto.

Un enorme sostegno economico e strumentale è invece arrivato da un imprenditore bresciano che ha deciso di partecipare al business della vendita delle mini-turbine eoliche, mettendo a disposizione della società del giovane imprenditore pugliese macchinari e un centro di produzione del valore di circa 700 mila euro. L’incontro fondamentale con questo futuro socio è stato del tutto casuale, come spesso accade nella fondazione di una startup. «Loro producevano impianti per il fotovoltaico. – racconta Parrotto – Due anni fa, tornando da Roma in aereo, ci siamo conosciuti in volo. Discutendo della sua attività, gli proposi di convertire la produzione all’eolico. Da lì è nata la nostra collaborazione, di cui sono entusiasta».

Il prodotto è interamente Made in Italy: a Brescia si producono le turbine, a Casarano si preparano per le installazioni.

Il mini impianto eolico

Il mini-impianto da 5 kw consiste in un palo di sostegno in acciaio, una turbina e una base con le apparecchiature elettroniche. Costa 20 mila euro, ma si può usufruire dell’incentivo ventennale per la vendita e l’immissione in rete dell’energia prodotta. «Secondo i nostri studi di fattibilità, l’investimento si ripaga in sei anni circa vendendo l’energia al gestore, mentre per i restanti anni si può guadagnare» dichiara Parrotto.

Parrotto ammette: “Abbiamo prodotto le prime turbine con i soldi dei clienti. E secondo le nostre previsioni, dovremmo chiudere l’anno con un fatturato da 1,5 milioni di euro”. In questa startup green lavorano 37 dipendenti tra muratori, ingegneri, elettricisti e neolaureati.

Il minieolico è una tecnologia non ancora diffusa ma già sviluppata da anni e vi sono diverse aziende che producono impianti di questo tipo.

Per quanto riguarda le stime di produzione, il mini-impianto eolico è consigliato in zone particolarmente ventose, come ad esempio vicino alle coste o su colline.

 

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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