Ora legale per il risparmio energetico

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Tra sabato e domenica prossimi, e precisamente alle 2.00 di notte, bisognerà portare avanti le lancette dell’orologio di un’ora. Si tratta dell’ora legale, che ci accompagnerà per tutta la primavera, l’estate e parte dell’autunno: sarà attiva fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre.

L’obiettivo dell’ora legale è quello di recuperare un’ora di luce alla sera, portando ad un inferiore uso della luce artificiale e quindi ad un risparmio energetico.

Ora legale
Ma c’è chi ne contesta i reali benefici. Si fa un gran parlare di uno studio dell’Università della California che sostiene che l’ora legale nello stato americano dell’Indiana avrebbe addirittura aumentato i consumi annuali dell’energia tra l’1% e il 4%, portando ad una maggiore spesa di 8,6 milioni di dollari l’anno per quello stato. Questo dovuto al fatto che in primavera e in autunno si deve accendere il riscaldamento la mattina presto e nei lunghi pomeriggi e nelle calde sere d’estate c’è un maggior uso d’aria condizionata. Altro studio, questa volta dell’Energy Institute australiano, sostiene che i risparmi sono pari quasi a zero.

Ma non tutti gli studi sono contro l’ora legale. Nel Rapporto per il Congresso Usa dal Dipartimento dell’Energia, stilato ad ottobre 2008, si conclude che anticipare di 4 settimane l’ora legale ha fatto risparmiare globalmente lo 0,5% dell’energia.
Anche in Italia i dati sono ancora a favore di questa soluzione: secondo Terna, la società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica sulla rete, nei sette mesi dell’ora legale del 2007 sono stati risparmiati ben 646 milioni di chilowattora di elettricità, che sono pari a una cifra molto alta: 99 milioni di euro. Che decisamente giustificano questa scelta molto antica.

Storia dell’ora legale

L’ora legale ha origine addirittura settecentesche: Benjamin Franklin fu il primo a ideare tale soluzione, e lo scrisse nel lontano 1784 sul ‘Journal de Paris’, ideando un orario che meglio si adattasse alla luce del sole per ottenere risparmio energetico (anche se a quell’epoca i consumi erano veramente esigui).

Oltre un secolo dopo, nel 1907, l’idea venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovò un’applicazione reale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Anche in Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Fu poi abolita e adottata a periodi alterni durante le guerre mondiali. Dal 1966, in tempi di crisi energetica, fu ripristinata. Negli anni successivi l’inizio fu anticipato a marzo. Dal 1981 al 1995 venne estesa dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Dal 1996 è stata prolungata ulteriormente la durata all’ultima domenica di ottobre.

L’ora legale è adottata da quasi tutti i paesi industrializzati, e si è cercato di uniformarne il più possibile gli orari di ogni singolo stato per non ingenerare problemi negli orari degli aerei.
Il Giappone non aderisce all’ora legale in quanto gli agricoltori ne hanno sempre ostacolato l’adozione: le ore mattutine sono le migliori per il lavoro nei campi, e serve più luce. A non aderire sono anche molti altri paesi dell’Asia e dell’Africa.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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