Biogas: con impianti a ultrasuoni aumenta la produzione del 25%

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Dalla Germania arriva una tecnologia che porta all’aumento del 25% della produzione di biogas con impianti a ultrasuoni.

Questa nuova tecnologia è stata presentata al salone Bioenergy Italy di Cremona. l’Italia è tra i leader mondiali per investimenti in fonti rinnovabili di energia anche per quanto riguarda il biogas.

La Germania è la prima in Europa, ma l’Italia ha raggiunto un ottimo livello sia per il numero che per la qualità degli impianti realizzati. Sono ben 994 gli impianti di biogas nella nostra penisola, per un totale di potenza installata di 750 MW. Oltre la metà degli impianti, il 52%, si trova in Lombardia ed Emilia Romagna.

Gli impianti di biogas a ultrasuoni (ad onde sonore meccaniche) già sperimenati in Germania, si possono applicare anche su impianti esistenti e garantiscono il massimo dell’efficacia del trattamento anche per le biomasse più difficili. Grazie agli ultrasuoni i substrati della biomassa sono così più semplici da degradare e depurare, favorendo la “biodigestione”.

Addirittura sembra che con gli impianti ad ultrasuoni più è difficile il materiale da trattare, migliore sia il risultato che ne consegue perché nell’operazione di sminuzzamento vengono eliminate le sostanze dannose che possono pregiudicare la produttività del biogas.

Per impianto di biogas da 1MW di potenza installata l’investimento per questa tecnologia ad ultrasuoni si aggira sui 110 mila euro di spesa, non proprio economica, ma sembra porti velocemente ad un ritorno economico grazie all’aumento della produzione del biogas del 25%.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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