Biocarburanti: UE limita al 7% l’uso nei trasporti

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L’UE ha raggiunto l’accordo dopo mesi di trattative: è stato fissato un limite al 7% dell’uso dei biocarburanti nei trasporti entro il 2020

biocarburanti L’accordo è stato siglato dal Consiglio Ue energia sulla base di un testo di compromesso presentato dalla presidenza greca di turno dell’Ue con un buon contributo dell’Italia. “I progressi sui biocarburanti – ha dichiarato il viceministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti, sonoavanzati grazie al decisivo sostegno italiano”.

Il Parlamento Ue ha inoltre innalzato il tetto di utilizzo dei biocarburanti di prima generazione (provenienti da colture alimentari) al 6%, contro il 5% che era stato proposto dalla Commissione Ue. Il compromesso raggiunto dagli stati membri, contro cui hanno però votato Portogallo e Belgio, prevede comunque l’incoraggiamento alla transizione verso i biocarburanti di seconda e terza generazione, più sostenibili. L’obiettivo finale è raggiungere il 10% di rinnovabili entro il 2020 per i trasporti.

“Con l’accordo politico raggiunto oggi dal Consiglio Energia sulla direttiva Iluc, l’Ue lancia un segnale positivo per la promozione dei biocarburanti di seconda generazione – ha commentato il viceministro allo sviluppo economico De Vincenti – l’Italia si è spesa fin dall’inizio del negoziato per un testo maggiormente ambizioso sul piano ambientale, ma ha sostenuto la proposta greca perché comunque segna un deciso passo in avanti per le politiche europee sui biocarburanti e offre un chiaro e positivo segnale agli investitori”.

Ora dovrà essere trovato un accordo finale tra Parlamento e Consiglio per arrivare a una posizione comune sulla legislazione. Secondo l’associazione europea dei produttori di biodiesel (Ebb), l’accordo raggiunto dal Consiglio contiene “luci ed ombre”. Ora sarà l’Italia durante la sua presidenza di turno a proseguire l’iter. “Nel semestre di presidenza – ha assicurato De Vincenti – l’Italia proseguirà il negoziato col Parlamento europeo al fine di conseguire un’intesa ampiamente condivisa”.

Il settore dei biocarburanti, in particolare quelli di prima generazione (ricavati da materie prime destinate all’alimentazione umana), presenta problemi sul piano della sostenibilità: i loro effetti sul settore agricolo hanno portato alla diminuzione dei terreni agricoli coltivati per l’alimentazione e il conseguente aumento dei prezzi delle derrate alimentari. L’obiettivo è quindi di utilizzare sempre più i biocarburanti di seconda generazione, più sostenibili in quanto derivati dagli scarti della produzione alimentare o da alghe.

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L'autore

Elena Liziero

Neomamma geek, blogger e giornalista, mi piace tutto ciò che riguarda la comunicazione, le eco-innovazioni e la creatività.

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